Possiamo fidarci della carne che mangiamo?

Possiamo fidarci della carne che mangiamo?

La sintesi di questo articolo è che NON possiamo fidarci della carne che mangiamo.

Il 90% dei consumatori europei vuole sapere da dove arriva la carne che comprano, che si tratti di una bistecca o di un ingrediente dei piatti pronti.

Per adesso in UE, è possibile leggere sulle etichette l’origine esclusivamente per le carni bovine fresche: che devono indicare il paese di nascita, allevamento e macellazione dell’animale.

Un altro discorso meritano le carni trasformate, e quelle impiegate come ingrediente di piatti pronti (lasagne, polpette, cotolette), crocchette di pollo, wurstel, prosciutti e salumi. In tutti questi casi non c’è l’obbligo di indicarne l’origine, e non è neppure previsto un piano in questa direzione.

I consumatori non avranno idea quindi della provenienza della carne che si trovano nel piatto, anche perché secondo le aziende inserire quest’informazione in etichetta sarebbe troppo costoso e poco pratico.

L’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc), ha avviato una campagna intitolata “Can we trust our meat” (Possiamo fidarci della nostra carne?) in cui si chiede più chiarezza riguardo all’origine in etichetta, e misure adeguate riguardo l’abuso di antibiotici negli allevamenti e per contenere le frodi. Possiamo fidarci della carne che mangiamo?

A seguire alcune norme che regolano la  lavorazione della carne in Italia.

La tracciabilità dei prodotti è l’insieme dei mezzi che permette di verificare la storia, i movimenti e il percorso effettuato da prodotti, oggetti e merce in genere.

Portiamo ad esempio la carne bovina, per i tagli di carne bovina venduti sfusi al dettaglio esiste un sistema di etichettatura di rintracciabilità (regolamento CE n. 1760/2000)[1], per cui devono essere riportate obbligatoriamente anche le seguenti informazioni aggiuntive:

  • codice di riferimento che rappresenta il nesso tra il taglio di carne al banco e l’animale o il gruppo di animali macellato
  • Paese di nascita
  • Paese o Paesi di ingrasso
  • Paese di macellazione e numero di riconoscimento dello stabilimento di macellazione
  • Paese di selezionamento delle carni e numero di riconoscimento del laboratorio.

Facciamo notare che è mancante un’elemento fondamentale per  capire la qualità della carne ed è con cosa e dove si alimenta .

Poco conta avere una tracciabilità se poi si scopre che gli animali vengono riempiti di antibiotici e mangimi dei quali non sappiamo spesso come vengono prodotti ( caso mucca pazza insegna)

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