Le aziende produttrici conoscono bene queste abitudini di consumo dei fruitori e hanno studiato apposite formulazioni e packaging a seconda della nostra percezione del buono e della qualità. 

PIÚINFORMA dopo una semplicissima ricerca di mercato svolta direttamente sui consumatori, può tranquillamente affermare che NON è così.

Oggi giorno, seguire un’alimentazione sostenibile è il primo passo per garantire al Pianeta il benessere che merita. La sostenibilità alimentare è fondamentale, inoltre, anche per la nostra salute.

La sostenibilità è di fatto diventata un fattore di marketing anzi è (e sarò sempre di più) una vera e propria variabile che può fare la differenza, insomma un vantaggio competitivi.

Scegliere un’alimentazione sostenibile, infatti, non vuol dire solo nutrirsi con cibi biologici, nutrizionalmente sani. Vuol dire compiere un passo fondamentale per la conservazione della biodiversità e dell’ecosistema nel suo complesso. 

Consumatore è fortemente motivata all’acquisto di prodotti e servizi sostenibili ed è di fatto divenuto un prosumer ovvero nelle proprie scelte vuol contribuire alla sostenibilità complessiva del ciclo economico e sociale.

Scelte alimentari e di produzione sostenibili permettono un minor consumo di suolo, di acqua ed energia, limitando l’uso di pesticidi, la deforestazione. Impegnandoci ad offrire cibi sostenibili che uniscono la qualità alla convenienza.

Perciò abbiamo rilevato che la distribuzione automatica e ristorazione collettiva il consumatore “subisce” e non sceglie.

Molti alimenti e/o prodotti analizzati dal comitato scientifico che gestisce i disciplinari 10+SANO e 10+EQUO sono decisamente da evitare.

In questo caso, la distribuzione automatica dei prodotti alimentari, rappresenta la pratica di un sistema educativo volto a creare nelle persone, la capacità di operare scelte tali da sviluppare e consolidare delle sane abitudini”.

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