Il tè verde matcha è una tipologia di tè verde pregiatissima che, alle sue spalle, ha una tradizione antichissima ed è un componente fondamentale della cultura giapponese e della cerimonia del tè (茶の湯– Cha no yu). 

Verde vivace e profumo intenso. Queste sono le due caratteristiche di questa tipologia di tè.

La coltivazione del tè matcha è molto delicata e richiede un metodo di coltivazione e lavorazione attento. Infatti, la coltivazione deve essere favorita da un clima e da delle condizioni di terreno ideali, senza tralasciare il fatto che le piantagioni devono essere riparate dal sole. Uji (prefettura di Kyoto) è la località da dove proviene il tè matcha più pregiato. 

I coltivatori raccolgono a mano le foglie tencha e, successivamente, la polvere del prodotto finale si ottiene attraverso la macinazione a pietra. Quindi, la polvere ricavata da questo processo può essere mescolata all’acqua calda, nel latte oppure può essere utilizzata in cucina. Di fatto, il matcha viene utilizzato anche per la preparazione del famoso matcha cappuccino, matcha latte e, in Giappone, lo possiamo trovare in moltissimi prodotti, dal gelato ai frullati, dai mochi (dolce realizzato con riso glutinoso) al kitkat. 

Nonostante la lunga tradizione alle spalle, il tè matcha non deve essere sottovalutato in quanto presenta tantissimi benefici, così tanti che può essere considerato un “superfood”:

Sostenibilità alimentare, infatti, è anche sinonimo di rispetto dell’ambiente

La salvaguardia del pianeta dipende anche da cosa si decide di mettere in tavola. Il modo in cui si produce e si consuma cibo, ad esempio, si ripercuote in maniera determinante sul riscaldamento globale.

Il matcha presenta ancora molte altre proprietà oltre quelle sopracitate, e non bisogna dimenticare il suo gusto delizioso e avvolgente.

Provare per credere

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Comitato tecnico

GLUTAMMATO

IL GLUTTAMMATO

Il glutammato, ovvero, gli additivi alimentari sono ingredienti chimici utilizzati come ingredienti. Si raggruppano in varie famiglie: coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità ecc… per un totale di circa 900 composti. Ciò che li accomuna è la modalità con la quale sono stati codificati, ovvero una sigla composta da due componenti: la lettera E (identificativo di Europa) e un codice numerico identificativo. Nelle etichette possiamo trovare il nome della sostanza, il suo codice oppure entrambi.

Possiamo trovare il nome della sostanza, il suo codice oppure entrambi. Il primo di cui vorrei svelarvi l’identità è l’E621 detto anche glutammato monosodico (MSG), uno dei più comuni esaltatori di sapidità di origine sintetica. Esso infatti non fa altro che provocare una vera e propria dipendenza, contribuendo ampiamente a favorire l’epidemia dell’obesità a cui assistiamo attualmente. Ora avete avuto qualche informazione in più, sfruttatela per dire si o no quando fate la spesa o prima di consumare un prodotto che lo contiene, che siate al supermercato o a casa di un amico. È importante individuarlo e evitarlo!

Gli additivi:

Sono sostanze utilizzate durante la preparazione degli alimenti per diversi motivi come ad esempio: la conservazione, la colorazione la dolcificazione….

Gli additivi alimentari autorizzati sono comunque sottoposti ad un riesame da parte dell’EFSA.

  • In alcuni prodotti alimentari, come pasta, olio di oliva, miele l’impiego degli additivi non è consentito, perché non giustificato dal punto di vista tecnologico. Anche se ritenuto non nocivo, l’additivo non è consentito se non è necessario.
  • In altri alimenti l’impiego degli additivi è molto limitato. Per prodotti alimentari non trasformati, come il latte, gli ortofrutticoli freschi, la carne fresca e l’acqua sono autorizzati solo alcuni additivi.
  • Più un alimento è trasformato più aumenta il numero di additivi autorizzati e utilizzati. Snack, salse e dessert sono alcuni dei prodotti che necessitano di più lavorazione, per cui è consentito l’impiego di più additivi alimentari.

La sostenibilità alimentare promuove un’attenta selezione dei cibi da portare in tavola, nel pieno rispetto della stagionalità dei prodotti e adottando una dieta che faccia bene a noi e all’ambiente. Sostenibilità alimentare, infatti, è anche sinonimo di rispetto dell’ambiente.

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https://en.unesco.org/news/future-youth-biosphere-reserves

La sostenibilità ha bisogno di ambasciatori forti oggi. La musica, un concerto “is a good place to get in touch with your heart and your spirit. It’s good to be amongst the crowd, be reminded of who we are and who we can be collectively” (cit. Bruce Springsteen).

Optare per una dieta ecosostenibile, poi, significa anche scegliere prodotti di qualità.

Da qui la scelta della musica e degli eventi musicali come media e location per fare il cambiamento sostenibile che il nostro Pianeta ci chiede.