È con grande orgoglio che vi informiamo che venerdì 22 marzo, presso l’aula magna della scuola media Bellavitis di Bassano del Grappa (VI), si è tenuto il secondo appuntamento riguardante il ciclo di incontri organizzati da Michela Mantoan “in punta di matita…nulla si distrugge & tutto si trasforma”. 

Anche in questo secondo incontro, come Associazione PIÚINFORMA abbiamo partecipato attivamente all’organizzazione dell’evento. Infatti, grazie al supporto dei nostri preziosi e fidati partner siamo riusciti a garantire un evento ad hoc, incentrato sulla sana alimentazione e sulla sostenibilità. Per il successo e la realizzazione di questo evento si ringrazia: Gruppo Germinal, Quick, MB Water, Valisi ed Ecozema. Siamo orgogliosi di avere dei partner che condividono i nostri stessi obiettivi e valori. In quest’incontro, oltre ad aver avuto l’opportunità di lavorare “dietro le quinte”, insieme al dott. Francesco Cappelletto, abbiamo anche avuto l’onore di intervenire e di introdurre la nostra Associazione e di cosa ci occupiamo. 

Le aziende presenti erano Favini S.r.l., Berto Industria Tessile e Patagonia. Tutte e tre le aziende presenti hanno mostrato come un’azienda possa essere sostenibile anche durante la fase di produzione del prodotto. 

Il primo relatore della serata è stato Michele Posocco dell’azienda Favini S.r.l. Quest’ultima si occupa della realizzazione di specialità grafiche attraverso materie prime naturali. L’azienda ci ha mostrato come sia facile dare una seconda vita a prodotti che normalmente verrebbero gettati.  

Un’altra curiosità che ci è stata presentata dall’azienda è CRUSH, ovvero la carta eco-friendly che viene ricavata dagli scarti della frutta e altri prodotti, come ad esempio: kiwi, arance, lavanda, ciliegie, caffè ecc. 

La seconda azienda ospite è stata Patagonia, presentata da Annalisa Rossetto. Patagonia è un’azienda che da molti anni si pone come obiettivo quello di realizzare prodotti sostenibili. La sostenibilità, in questo caso, presenta molteplici sfaccettature; non solo attraverso la scelta di fornitori che siano in linea con le idee e i valori dell’azienda, ma si traduce anche nell’importanza del rispetto dell’ambiente, degli animali e dei dipendenti stessi. 

La terza azienda presente è stata Berto Industria Tessile, presentata da Francesca Polato. Anche quest’azienda ha mostrato come sia possibile, allo stesso tempo, creare prodotti di qualità e dare grande importanza alla sostenibilità e al benessere dei propri dipendenti. 

È fondamentale vedere e capire che già ci sono importanti aziende del territorio che danno il buon esempio e che già da tempo si stanno impegnando a rendere sempre più sostenibile il modus operandi della propria azienda.

Ognuno di noi può contribuire ad aiutare il nostro ambiente, però è fondamentale che, in primis, le aziende produttrici si mettano in moto per rendere tutto ciò possibile.   

Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 6 Aprile presso il Museo Civico di Bassano del Grappa (VI) alle ore 15. 

Non mancate!

GLUTAMMATO

COME RICONOSCERE GLI ADDITIVI NELLA LISTA INGREDIENTI – IL GLUTAMMATO

IL GLUTAMMATO MONOSODICO, L’ADDITIVO “CAMALEONTE”

Gli additivi sono ingredienti chimici utilizzati come ingredienti. Si raggruppano in varie famiglie: coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità ecc… per un totale di circa 900 composti. Ciò che li accomuna è la modalità con la quale sono stati codificati, ovvero una sigla composta da due componenti: la lettera E (identificativo di Europa) e un codice numerico identificativo. Nelle etichette possiamo trovare il nome della sostanza, il suo codice oppure entrambi. Il primo di cui vorrei svelarvi l’identità è l’E621 detto anche glutammato monosodico (MSG), uno dei più comuni esaltatori di sapidità di origine sintetica. Avete presente quando sentite il “desiderio” irresistibile di finire in un attimo un pacchetto di patatine? Ciò che vi fa impazzire è proprio l’E621, esso ha infatti l’azione di eccitare le papille gustative e farvi venire ancora più voglia di mangiare cibi che lo contengono! Il fatto che un alimento confezionato abbia un sapore irresistibile, però, non vuol dire che sia altrettanto benefico per la nostra salute. Esso infatti non fa altro che provocare una vera e propria dipendenza, contribuendo ampiamente a favorire l’epidemia dell’obesità a cui assistiamo attualmente. Sapete in quali alimenti si può trovare il glutammato monosodico? Genericamente negli alimenti trasformati; esso è presente in così tanti prodotti che vi citerò solo qualche esempio:

 Patatine

 Minestre in busta

 Cibi surgelati

 Piatti pronti

 Caramelle

 Creme da spalmare

Ma attenzione: in etichetta non sempre troveremo scritto E621 o il suo nome per esteso. Questo additivo si può nascondere anche sotto diverse denominazioni come acido glutammico, glutammato, oli o grassi vegetali idrogenati, proteine idrogenate, gelatina, caseinati di sodio e di calcio, estratto di lievito o lievito aggiunto. In particolare, qualsiasi tipo di aroma naturale o artificiale che sia contiene spesso glutammato monosodico. La maggior parte degli studi scientifici internazionali ne hanno definito la sua neurotossicità, le nuove ricerche del Dr. Blaylock (eminente neurochirurgo e nutrizionista americano ) del 2007 lo confermano, e dimostrano che questo additivo aggrava il cancro amplificando i tumori. Gli effetti collaterali sono vari, tra cui aumento di peso, nausea, aritmie, iperattività, eruzioni cutanee, gonfiore alle gambe e molto altro. Vi svelo una curiosità: dato che questo additivo è molto usato nei paesi asiatici e indiani, alcuni ristoranti  americani hanno recentemente iniziato ad apporre cartelli nei ristoranti con scritto “NO MSG HERE” (qui niente glutammato monosodico), per attirare i clienti informati.

Ora che ne siete venuti a conoscenza non angosciatevi se avete consumato questo additivo centinaia di volte, con o senza effetti collaterali, ora avete avuto qualche informazione in più, sfruttatela per dire si o no quando fate la spesa o prima di consumare un prodotto che lo contiene, che siate al supermercato o a casa di un amico. È importante individuarlo e evitarlo!

Negli ultimi anni nelle città Italiane vediamo sempre più ristoranti che propongono sushi e altre pietanze della cucina giapponese, scatenando una vera e propria sushi mania. Il sushi, infatti, è sicuramente il piatto giapponese più popolare al di fuori del Paese del Sol Levante. 

Oltre a ciò, la cucina giapponese è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

La cucina giapponese, infatti, ha tantissimi benefici per nostra salute (i giapponesi vantano il fatto di essere uno dei popoli più longevi grazie alla loro alimentazione).

Nonostante questa grande diffusione, ormai quasi diventata una moda o mania, siamo davvero a conoscenza di tutto quello che c’è da sapere sul sushi? Quali sono i suoi benefici? Quali sono i piccoli accorgimenti necessari che dovremmo prendere più in considerazione?

Ormai sono tantissimi i ristoranti giapponesi in Italia che propongono pranzi o cene a base di sushi ad un prezzo stracciato, oppure l’offerta più gettonata dell’“all you can eat”. Anche se queste offerte non ci fanno pensare due volte dall’entrare nel ristorante, quello che mangiamo non sempre è salutare e, soprattutto, sicuro. 

Se si riflette sul fatto che con una fascia prezzo di all’incirca 10/20 euro il cliente può mangiare quanto vuole, la qualità del pesce sicuramente non è delle migliori. Inoltre, tenendo in considerazione che la maggior parte del pesce che viene servito è crudo, i ristoranti devono rispettare determinate norme igieniche al fine di garantire una pietanza sicura e buona ai propri clienti. Infatti, l’abbattimento di temperatura del pesce crudo è un processo fondamentale che ogni ristorante è tenuto a rispettare, in quanto porta alla distruzione dei dannosi parassiti Anisakis. Altro accorgimento per limitare la proliferazione di batteri che possono essere molto pericolosi per la salute dell’uomo è l’estremo igiene da mantenere nella manipolazione degli ingredienti e, come si sa, l’igiene nella cultura giapponese è un caposaldo e lo è ancor di più nella cucina nipponica, mentre non si può dire lo stesso per le copie asiatiche di questa cucina precisa e metodica, come ad esempio i ristoranti “Cinesi/giapponesi” che non brillano di certo per la loro cura delle prassi igienico/sanitarie.

Il sushi fatto a regola d’arte è una pietanza che ha tantissimi benefici per il nostro corpo: 

  1. Pesce: non è un segreto il fatto che il pesce sia ricco di proprietà benefiche per il nostro corpo. È ricco di omega-3, proteine ad alto valore biologico e fosforo; aiuta a migliorare la funzione dei vasi sanguigni, riduce il rischio di depressione, di infarto e di altre condizioni negative. 
  2. Alga nori: quest’ultima è conosciuta principalmente grazie al sushi. È caratterizzata da un importante contenuto proteico vegetale, vitamine, omega 3 e iodio. 
  3. Wasabi: alcuni lo amano, altri lo odiano a causa della sua piccantezza. Eppure, anche il wasabi presenta molte qualità benefiche per la nostra salute. Fa bene alla pelle, riduce i livelli del colesterolo LDL (colesterolo cattivo) nel sangue, è un efficace antibatterico, possiede inoltre proprietà che stimolano la risposta immunitaria del nostro organismo e le sue attività antitumorali. 

Di conseguenza, considerando tutti i suoi benefici e, soprattutto, se eseguito come da tradizione millenaria, può solo che essere un piatto salutare.

Da oggi in poi prestate più attenzione e Itadakimasu!  (いただきます!).