Perché un prodotto si possa definire succo di frutta deve essere costituito da frutta al 100%, e può prevedere opzionalmente l’aggiunta di zucchero. Nel caso di succhi di frutta concentrati o disidratati, parte dell’acqua contenuta nel succo viene eliminata. Nel caso si aggiunga lo zucchero, è obbligatorio che sia esplicitamente indicato con la menzione “zuccherato” accanto alla denominazione.
Il termine spremuta si applica solo agli agrumi e indica il succo di agrumi, anche in questo caso con o senza zuccheri aggiunti.
Altra tipologia è il nettare di frutta, in cui la percentuale di frutta scende al 50%, a cui sono aggiunti zucchero e acqua. Generalmente, il nettare di frutta, viene anche chiamato “succo e polpa”, soprattutto se la materia di partenza è purea di frutta, concentrata o non concentrata

Succhi di frutta ottenuti esclusivamente da frutta spremuta;

  • Succhi di frutta derivanti da concentrato, ai quali vengono aggiunti aromi e diluiti;
  • Nettari di frutti, prodotti a partire da un concentrato al quale vengono aggiunti zucchero, acqua e aromi.

Questo ci dovrebbe fare già pensare che il “succo di frutta” che abitualmente compriamo non sia un toccasana per la nostra salute, anzi alla lunga ci può portare a dei problemi come alcune malattie.

Queste sostanze aiutano il nostro organismo a mantenere lo stato di salute, rinforzando il sistema immunitario, combattendo i radicali liberi e, nel caso della fibra, modulando l’assorbimento degli zuccheri.

Buona merenda!

Andrea Riva