La Ristorazione Eco Sostenibile è possibile ed esiste, ve la presenta PIÚINFORMA!

 

A partire dalla sua presentazione in occasione di Eco Design Week 2016, nel Parco Regionale del Delta del Po, riserva MAB Unesco, la Ristorazione Eco Sostenibile ideata dal gruppo PIÚINFORMA è diventata motivo d’interesse per tutte quelle Scuole e Aziende che stanno crescendo nella direzione della sostenibilità.
E quale miglior modo di parlare di questo tema così attuale se non quello di partire proprio dal cibo? Il nostro format vi renderà protagonisti nel fare la scelta più giusta per la vostra salute e per l’ambiente!
Menù selezionati dal comitato CATPA , un gruppo di tecnologi del settore alimentare, che analizza tutte le caratteristiche dell’alimento, dalla materia prima a al sistema di produzione, e riconoscibili dal marchio di qualità 10PIÙSANO. L’obiettivo è, infatti, quello di valorizzare cibi sani e genuini, biologici e di stagione, senza OGM, adatti a tutte le esigenze alimentari e nell’ottica di un basso impatto ambientale. Inoltre, grazie ad un particolare sistema di microfiltraggio la comune acqua di rete si trasformerà in una vera risorsa di benessere, con proprietà alcaline e ionizzanti. PIÚINFORMA, però, nell’ intraprendere il percorso della sostenibilità non si ferma solo agli ingredienti. Nella Ristorazione Eco Sostenibile PIÚINFORMA si useranno esclusivamente accessori (piatti, bicchieri, vassoi e posate) biodegradabili e compostabili, che permettono di rendere il ciclo del rifiuto a impatto zero; gli arredamenti saranno realizzati in cartone senza formaldeide e costruiti con un sistema ad incastro che consente il montaggio e smontaggio senza l’uso di colle ed attrezzi; infine, altro elemento caratterizzante il nostro format per la ristorazione eco sostenibile è il sistema di differenziazione e compattazione dei rifiuti, la soluzione all-in-one per gestire in un’unica stazione la raccolta differenziata.
La Ristorazione Eco Sostenibile di PIÚINFORMA si basa proprio su una catena di attività connesse tra loro, dalla produzione, trasformazione e distribuzione del cibo fino alla gestione dei rifiuti.
Vogliamo che il nostro diventi un modello di ristorazione che rispetta i consumatori e l’ambiente, e uno strumento sociale per promuovere il concetto di sostenibilità.

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Il glifosato è uno degli erbicidi più diffusi in campo agricolo, e allo stesso tempo una delle sostanze più pericolose, paragonabile all’amianto. Scopriamo quali sono gli effetti sulla salute e sull’ambiente.

 

Il glifosato è un erbicida non selettivo, ovvero è tossico per tutte le piante, indistintamente, senza scrupoli, perché penetra dalle foglie nella pianta e ne raggiunge ogni parte. E’ stato brevettato nel 1970 con il nome di Roundup, la sua azione deriva dal fatto che è un forte chelante, ovvero, tende a sequestrare i micronutrienti rendendoli indisponibili per la pianta. Il suo utilizzo è aumentato negli anni ’90 quando sono state introdotte sul mercato colture geneticamente modificate (Roundup Ready) e rese immuni al glifosato. Sono colture che possono essere irrorate con il pesticida senza risentirne. Esistono perciò varietà immuni di: mais, soia, colza, barbabietole da zucchero.. Viene anche utilizzato in colture non OGM come il frumento, che prima del raccolto vengono trattate con il glifosato per accelerare ed agevolare l’essicamento. Il brevetto sul glifosato è scaduto nel 2001, da allora la sua produzione è aumentata esponenzialmente ed il prezzo è diventato sempre più accessibile, ciò ha portato ad un suo utilizzo sempre più massiccio ed incontrollato, sia in agricoltura che nel giardinaggio pubblico e privato. Ovviamente sono le grosse multinazionale dell’AgriPharma a gestire il business del Glifosato e i loro ricavi annui sono miliardari. 

Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) facente capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha classificato come sostanza “probabilmente cancerogena“. Molti scienziati indipendenti in tutto il mondo chiedono di condurre dei monitoraggi più accurati per individuare i residui di glifosato nell’acqua, nel cibo e nel corpo umano e di prendere misure per proteggere le persone dall’esposizione al diserbante, poiché il dubbio è che gli effetti del veleno non siano limitati alle sole erbe infestanti trattate, ma che questi si estendano inevitabilmente alle specie animali, coinvolgendo l’intera catena alimentare compreso l’uomo.
Diversi studi hanno dimostrato come il glifosato sia presente in maniera diffusa nell’aria, nell’acqua e in un’ampia gamma di prodotti alimentari, è stato anche ritrovato anche nei fluidi corporei umani come il latte materno e nelle urine.
La ricerca dei residui del glifosato e del suo metabolita, l’acido aminometilfosfonico, da parte degli organismi di controllo viene fatta e la loro presenza confermata, purtroppo però non vengono fatti controlli sufficienti e la vendita e l’utilizzo del prodotto per certi versi è fuori controllo.

In parecchi paesi il suo utilizzo è stato vietato radicalmente, mentre in altri si può liberamente commercializzare e utilizzare. In Italia ci sono degli esempi di aziende di manutenzione del verde o di enti pubblici che ne hanno vietato l’uso per il principio di precauzione verso la salute di dipendenti e cittadini. Negli States, dove l’interesse industriale verso questo prodotto è molto alto, il governo federale si è opposto ad analizzare gli alimenti per testare la presenza specifica del glifosato, nonostante ci sia già un controllo di migliaia di campioni di alimenti per ricercare centinaia di altri pesticidi meno comunemente usati. Il motivo? Dicono sia uno spreco di tempo e denaro verificare la presenza di residui di un pesticida che l’industria agrochimica dichiara essere “sicuro”, nonostante ci siano diversi studi scientifici che accostano il glifosato allo sviluppo di diversi tipi di carcinomi. Gli organismi di controllo, spinti da una crescente richiesta di maggiori controlli hanno consentito all’accrescimento della sperimentazione, purtroppo però hanno contemporaneamente alzato le soglie di “allarme” sotto la richiesta delle corporation che ne gestiscono la commercializzazione. Stessa sorte riguarda la richiesta di evidenziare la presenza di OGM negli alimenti (che, giocoforza, tende ad indicare in maniera quasi automatica l’utilizzo del glifosato sulle materie prime in questione) che parecchi governi stanno adottando ma che, ovviamente non è favorevole alle multinazionali sementiere (che poi gestiscono anche il business del glifosato).

Bisogna affermare con forza che i giochi politici e gli interessi commerciali non dovrebbero mai sopravanzare le questioni legate alla salute pubblica. I test sui residui di glifosato dovrebbero essere promossi e voluti fermamente dalle autorità competenti che devono assolutamente prendere in considerazione le preoccupazioni dei consumatori su questo controverso erbicida.

Si è conclusa Domenica 26 Giugno 2016 la prima Edizione di Eco Design Week, quattro giornate di incontri, esposizioni ed eventi culturali all’insegna della sostenibilità in tutte le sue declinazioni, dall’alimentazione al design, dall’architettura al turismo, immersi nel Parco regionale del Delta del Po.
Tra i partner collaboratori anche PIÚINFORMA®, che nella giornata inaugurale ha organizzato e gestito il Meeting sulla Green Economy, coinvolgendo i rappresentanti delle più importanti aziende che hanno fatto della sostenibilità il loro core business.
Il meeting, mettendo il focus sull’alimentazione e sull’impatto che questa ha sull’ambiente, ha fornito esempi concreti di green economy aziendale mostrando come sia possibile fare sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e delle persone, favorendo anche l’occupazione.
Ma l’impegno di PIÚINFORMA® non si è fermato solo alla divulgazione del messaggio, bensì ha contribuito in maniera sostanziale per tutta la durata dell’evento con la realizzazione della Mensa Eco Sostenibile, presentata qui per la prima volta al pubblico. Dalle parole ai fatti, per dimostrare ad aziende, istituti scolastici e pubblica amministrazione che applicare la sostenibilità ogni giorno è possibile!
Ma perché scegliere una Ristorazione Eco Sostenibile PIÚINFORMA®? Perché allestire una ristorazione eco sostenibile nella propria azienda o scuola significa fare la scelta giusta per una pausa più salutare e più rispettosa dell’ambiente! L’area ristorazione viene, infatti, realizzata con arredi di design 100% per cento in cartone vegetale senza collanti e 0 formaldeide e quindi priva di emissioni nocive. È inoltre presente un sistema che differenzia e riduce i rifiuti prodotti, agevolando e contribuendo alla diminuzione della C02 emessa, contribuendo in modo attivo alle policy di sostenibilità richieste e volute dalla Comunità Europea. Infine, tutti gli accessori (piatti, bicchieri, vassoi e posate) utilizzati sono rigorosamente biodegradabili e compostabili, e saranno raccolti e triturati in loco per il successivo smaltimento nella filiera dell’organico.
I partecipanti di Eco Design Week hanno accolto con entusiasmo il progetto PIÚINFORMA® della ristorazione Eco Sostenibile, comprendendo come questo possa essere una reale opportunità di fare ristorazione in maniera moderna, scegliendo un percorso che valorizza sani stili di vita!

 

Mensa Eco Sostenibile