Una camminata notturna di Nordic Walking alla scoperta del fascino di Pederobba vista dal Monfenera. La prima edizione di Nordic Walking Experience ha visto nella notte di sabato

Il Nordic Walking è un nuovo metodo di praticare sport per tutti e per tutto l’anno, divertente e all’aria aperta, per gustare uno stile di vita sano e attivo.

Il Nordic Walking, o in italiano camminata nordica, è stata definita dal suo ideatore, Marko Kantaneva, il più efficiente e piacevole allenamento al mondo, un modo per aumentare la propria vigorosità fisica, migliorare nel complesso la propria salute e vitalità mentale.

In pratica, si tratta di una camminata in cui le braccia spingono in modo opposto ed alternato rispetto ai piedi con l’aiuto di appositi bastoni. Durante l’allenamento i movimenti interessano fino al 90% dei muscoli del corpo.

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Istruzioni per una corretta alimentazione: dalla salute alla tutela ambientale“.

Per alimentazione bilanciata o equilibrata si intende un modo di alimentarsi corretto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

L’alimentazione equilibrata ha la finalità di garantire un apporto adeguato di energia e di nutrienti, prevenendo sia carenze che eccessi nutrizionali.

Per essere equilibrata l’alimentazione deve anche essere varia. In questo modo, infatti, è più probabile che vengano assunti nelle giuste quantità tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno. Inoltre, sono minimizzate le conseguenze negative derivanti dall’ingestione di sostanze potenzialmente nocive, che possono essere presenti sin dall’origine oppure formarsi in seguito ai processi di lavorazione, conservazione e cottura dell’alimento.Sulla base di queste critiche, è stata diffusa una nuova piramide alimentare, alla cui base si sottolinea l’estrema importanza di attività fisica giornaliera, corretta idratazione e controllo del peso corporeo.

Le linee guida della nuova piramide per una sana alimentazione, incoraggiano il consumo di grassi salutari e quello di cereali integrali. Al contrario, viene disincentivato il consumo di carboidrati raffinati e di carne rossa. Questi consigli dietetici sono stati stilati sulla base di studi epidemiologici, i quali hanno accertato che alimentarsi in questo modo riduce il rischio di malattie cardiovascolari. L’esercizio fisico costante e il mantenimento del peso forma consentono invece di ridurre l’incidenza di molti tipi di tumore.

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Il requisito principale dell’etichetta alimentare è quello di INFORMARE il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, al fine di orientarne al meglio la scelta commerciale. Ciò prevede, quantomeno, una totale chiarezza e il divieto verso qualunque tipo di illusione qualitativa e nutrizionale.

I requisiti da garantire tramite l’etichetta alimentare sono:

  • Chiarezza
  • Leggibilità e Facilità di lettura
  • Indelebilità

Chi si affida al buon senso non può dimenticare quel famoso detto cinese che recita: “Siamo ciò che mangiamo”. E ciò che mangiamo è riportato sulle etichette alimentari… a volte in modo chiaro ed esauriente, a volte con indicazioni sommarie e poco chiare.
In realtà, alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative o complementari.

Il campo di applicazione delle etichette è rappresentato dai prodotti alimentaristessi, che possono essere venduti nelle seguenti forme:

  • Sfusi: senza alcuna confezione (frutta, ortaggi, gastronomia ecc.); le indicazioni vanno affisse sul recipiente di vendita: denominazione, elenco ingredienti, eventuali allergeni e, se previste, data di scadenza e modalità di conservazione
  • Preincartati: confezionati sul luogo di vendita al momento o poco prima dell’acquisto (pane, carne fresca, formaggi, salumi ecc.). Devono presentare obbligatoriamente qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze ancora presente nel prodotto.
  • Preconfezionati: venduti in confezioni già applicate dal produttore e in cui l’alimento rimane fino al momento del consumo senza subire alterazioni. Sono quelli più diffusi e anche i più soggetti a restrizioni normative.

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L’indice glicemico (IG) esprime la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia. Più precisamente, si definisce indice glicemico di un dato alimento l’area incrementale sottesa dalla curva glicemica, causata dall’assunzione di una porzione di 50 g di carboidrati dell’alimento, espressa come percentuale dell’area incrementale sottesa dalla curva glicemica, ma causata dall’assunzione di 50 g di glucosio dallo stesso soggetto.
La velocità dell’incremento glicemico si esprime in percentuale (%), prendendo come punto di riferimento il glucosio in soluzione acquosa – o il pane bianco, a seconda del sistema – al quale corrisponde il 100%. Pertanto, un alimento con indice glicemico 50 innalza la glicemia con una velocità del 50% rispetto a quella del glucosio; in pratica, è due volte più lento.Lo studio dell’indice glicemico nacque – ormai parecchi decenni orsono – con l’intento di trovare una correlazione tra l’attitudine ad incrementare eccessivamente la glicemia dopo i pasti e il peggioramento dello stato di salute generale.
Tuttavia, come scopriremo di seguito, la correlazione tra indice glicemico e salute non ben definita, e il consumo di cibi con queste caratteristiche – in porzioni e con frequenza ragionevoli – non sembra contrapporsi ai crismi di un’alimentazione equilibrata.
L’indice glicemico degli alimenti è influenzato in primo luogo da vari fattori. Alcuni di questi riguardano la natura chimica dei carboidrati in essi contenuti, altri la compresenza di altri nutrienti o fattori nutrizionali.http://www.associazionepiuinforma.org/contatti/

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